Theobroma

T’ho chiesto di spogliarti,
E intravista senza malinconia
Anziché mettermi a giocare, cercarti,
Capir che l’ombra fosse nel macinare
Ti ho cacciata, ancor fragile, via

Sospettandoti in veli segreti
Che però eran manto non del tuo corpo
Di fiamme e languido sole tenuto
Ma della mente mia – e d’un suo stampo
D’un acerbo scambio d’essere e essenza
Che a inganno ostinato, elargiva innocenza

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