8a0303

Persa è la città
Uffici di maltradotta ironia
Espugnano’l dolente massacro
In fameliche voci adolescenziali
Affannosamente accecato
I marci ranghi di pietrisco serrato
Non taccion più di passi
Raccolti in serraglio esiguo
Ch’impeto non de’on aver certo
D’ognissanti, omaggi premono
Floreale minuzia d’intenti.
S’annuncian gravi danze.

Persa è la città
Infedele a mill’astanti
Reclamati pneuma e anima
Assillo dei suoi fumi,
Gioielli volte ferriche
S’impegnaron mai
Decapitati, al collo
Cigni di Modigliani
Innevano lacustre nartece
Sibili e schiocchi
Pei penitenti’n ombra
Mi son detto tuo
Errando per frontiere.
Del labirintino cavo
Arazzata topografia
Non virtù da nocchiere

Persa è la città
E le sue familiari fiamme
S’incupiscono ritte
A osservar collerico calare
Ne’ ghiribizzi atriali
A tre lobi sospesi
Il grammofono rumora
Spirali da coprifuoco
Malvagi cenni di collera
Rialzan grumi sprangati
Arsenico nuvolare malva
Ciprie incoprenti, karmicamente
Buffe matrone cinerine
Saltellan’in necropoli

Persa è la città
Contemplazioni da balcone acromo
Conducono e ledon molli
A cognizione ch’è poi tormento
Metallurgiche strade
Non più vie asperse
Bensì trombi assorti
L’fervido emanarsi
Non cesella rimorsi
Ma dà sollievo ai morti

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