
Difficile è fermare
Iniquità d’aculei e more
La salmastra contraddizione
Tra intrasigente maestà
D’avvolgente Giunone; e
Punta d’Artemidea freccia
In udienza a lettere in scorza
Di quel’che si portan sotto sterno
A volte in silenzio eterno
Strette in timorata forza, parole
Inchiostrate p’andar mai oltre passato
Non capitò a me di captare
Nel tuo sentenziare parco
Scelto, con cura d’ascolto,
Volontà di fluir che cerchi;
Sol costruzione di sentieri
Forse smarrita in duplicità
Idea falsa di duel continuo, e hai fede
Nel non esser per affinità, ma lama
Sola, t’è unicamente il distare
Pena romper argini che tengon
Vene indulgenti dal sondare
In scarlatta diffrazione
Altari di presagi e rune
Che purifican devozione
Arriverà a posar qualcuno mattoni.