L’Ape Sacra

Da lontano t’han confuso
Per immobile statua, in giardino

Ricoperto su pendici d’un vulcano
Il cranio da viti d’uva assolata
Che son cruccio, ispirazione,
Purpureo arroccarsi leonino

È nell’arboreo assioma
Di mai fuga innovazione,
Audace ritorno dal crollo,
Di te il monumento:
Non fenice, ma corallo

Mutilata ricresci, corruzione
Non t’assale e storpia
Bensì cambia, sabbia
Ch’accoglie nuove linee
Elargite in marea

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