
Di te scrivo con la tua penna
Perché non di pietà parvenza avesse
Sigillare il tuo palmo con un disco;
Nei tuoi occhi smanie che non capisco
Ed è un bel nero sin singulto
Uno stelo flesso, grano selenita
Forma nella pienezza, senza suono
Capelli di sabbia dritti al suolo
Clessidra in tempo assente
Ti immagino in casa, quella
Con un solo tavolo, pareti cielo
In cui ho visto tutti, in fantasia,
Quelli che m’han teso la mano
A offrir a me di desio poesia
Nel tuo dirti padre di famiglia
Ho voluto non veder menzogna
Non per orgoglio nel saper dire
Rapido, istanze false da quelle vere
Ma perché il tuo essere umano
Non s’esaurisse nella corsa del treno