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Nel deserto di Lichola
Senza fresco e refrigerio
Tutto arde come fiaccola
È un problema piÚ che serio

Un palloncino volatore
Deviò dal suo viaggio polare
E delle dune il bagliore
Si trovò a visitare

LĂŹ poi un mostro, orrore!
Alto, verde, con mille e una mano,
E in ogni mano un lungo coltello!
Si vide morto nel calore:
Non sarebbe mai stato un aeroplano!
Ah, era nel giusto suo fratello

A dirgli di non esser ramingo
Su un sentiero tanto strano
Ma quel viaggio sĂŹ solingo
In un luogo sĂŹ lontano

Celava un segreto, ben tenuto:
Il palloncino andava cercando
Dell’affetto, un benvenuto
con cui andare giocando
In una parola, ve lo dico:
Il palloncino cercava un amico

“PER FAVORE, NON FARMI DEL MALE!”
Disse all’orco perplesso
“MA SE PROPRIO DEVI USARE IL TUO PUGNALE
FALLO IN FRETTA, FALLO ADESSO!”

Il cactus, rispose saggio:
“Caro il mio palloncino,
Sol per darti un abbraccio,
Vorrei averti vicino
Ma son nato cosĂŹ, me misero, me poveraccio
E tutti, con estrema riluttanza
Devo perder nel dolore o tener a distanza.”

Il palloncino sorrise
Stese il suo filo e lo mise
Nei puntuti rovi;
Abbracciò la pianta
E disse: “So cosa provi
Siam con l’anima affranta.
Ma in questo caldo infernale
Tu mi darai fresco, ombra
Ed io ti dirò quale animale
Ogni buffa nuvola sembra.
Saremo in festa ogni giorno dell’anno
È solo quello che gli amici fanno”

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