
Città d’oriente
Fondo chiaro di terra bruciata
E luna blu di intimi oceani
Colonne brune, fumo nella nebbia
E un tempio
Al dio che battendo l’incudine
Commosse il calderone
Proponendo nuovi titani
Nei suoi rami e scacchi
Il lento tabacco tra denti
Strugge sciamando
Tra calotte spopolate
A cingere il teatro proibito.
Fatti non foste
Per spettar la commedia
O cogliere alcuno dei suoi auspici
Ai divi ch’affollano i suoi uffici
Libertà promessa fermenta il petto
A bonzi scacciati
Ed esuli da ogni tempo
Fan folla e festa
I lor canti sciamani coperti dall’onde
Cariche in evocazioni
D’altro nido e fortuna
T’ho intravisto, città dorata
Tra i bagliori di Terra Murata