Ti scrivo poesie d’amore
In lingue che non parli
Parole sgraziate, e brulle
Non da musa di dono o premura
Destinate prima d’aver forma alla clausura
Le copro di foglie
Nel mio spogliarmi geloso
Inorridito da una tua pena
Se orchidee fossero ancora i miei occhi
La mia vista baratterei
Con il loro appassire
In un vaso smaltato, nella tua cucina
Falco fuggito dal pugnale
Ramingo nel mio deserto
Resta tuo il mio pensiero, e
Tumultuoso chiede voce
Non ha sogni di cui vestirsi
O sete d’oriente; illuso
D’ossa e polvere s’adorna
E pur senza un addio
Va predicando, sebbene l’ombra
Intento a scrivere questa poesia, su scogli ora lontani, nella sera ventosa riuscivo a sentire, tra le rocce sotto i miei piedi, le grida di contrabbandieri disattenti.
Parole di contrabbando.